Suta ‘e s’ajone

Nei giorni 5/6/7 dicembre 2015 al Museo_MAN ho avuto la possibilità di partecipare ad un workshop di fotografia sull’autorappresentazione con Zanele Muholi e Lindeka Qampi, in Sardegna grazie alle residenze d’artista: due fotografe sudafricane note a livello internazionale per il loro attivismo visivo legato alla sperimentazione e all’utilizzo dell’autorappresentazione come metodo e processo narrativo per l’autodeterminazione delle proprie comunità, dando visibilità a culture emarginate e discriminate, nell’ottica di un riscatto estetico, visivo e sociale.

Questa la proposta: “Durante il workshop verranno affrontate diverse tematiche: dall’attivismo visivo all’archivio di una comunità, dal racconto di famiglia all’autoritratto, fino all’era digitale del selfie (self-identification). Si parlerà inoltre di attivismo, comunità, partecipazione, azione, responsabilità sociale.”  Continue reading

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Papilio. Ai confini dell’identità – La Traversata

Traversate. E non solo di oceani. [La traversata – Angela M.Jeannet]

 

PAPILIO

Il bianco e il nero sono lo stesso colore (Dream, 2008, regia di Kim Ki-duk)

Matteo Campulla, Simone Cireddu, Fabrizio Da Prà, Mothers-in-low, Gavino Ganau, Lucideddu, Daniela e Francesca Manca, Moju Manuli, Michele Marrocu, Tonino Mattu, Michele Mereu, Ivan Pes, Egle Picozzi, Jole Serreli, Alfredo Tanchis

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Punti di svolta – una memoria del 3/11/2015 a Teulada

E sì, per chi non ha seguito: abbiamo lanciato i nostri granelli di sabbia nell’ingranaggio e ce l’abbiamo fatta a bloccare, almeno per un pò, l’esercitazione NATO Trident Junctur! In una giornata che è già diventata “storica” e che si spera inauguri una prassi sempre più diffusa.  E’ passata quasi una settimana, ho rivisto video e foto, letto resoconti, avrei voluto scrivere anche io qualcosa sulla manifestazione del 3 novembre 2015 a Teulada, ma non ci sono ancora riuscita…così riporto una memoria di una compagna che mi emoziona ogni volta che la leggo. Potete trovare altre memorie sulla giornata del 3 a questo link: https://nobordersard.wordpress.com/2015/11/05/raccolta-di-scritti-contributi-pensieri-sul-3-novembre-in-aggiornamento/

Punti di svolta

Eccola, la Trident Junctur.

L’esercitazione militare Nato, in cui si preparano distruzione e morte di oggi e di domani, ma anche la gestione futura di ricostruzione del capitale, in allegra combriccola con Croce rossa e associazioni umanitarie non governative. L’esercitazione che permette di concludere affari d’oro alle industrie belliche che vendono agli stati dell’alleanza sempre più sofisticati strumenti di morte.

Eccola ora anche ai nostri cinque sensi, con le esplosioni in lontananza, i droni, gli elicotteri che si guastano in volo, il rombo degli aerei, le navi da guerra e i sottomarini parcheggiati nel porto di Cagliari.

Eccola nelle strade, nell’emergere di un apparato di controllo imponente, invadente.

Repressioni preventive, dalle richieste di sorveglianza speciale ai fogli di via, dai minacciosi proclami mediatici a questi imponenti check point, alle perquisizioni, alle minacce che ci accompagnano lungo la strada.

Però. Però si va, e siamo sempre di più. E il nostro modo di andare possiede delle qualità decisamente differenti da quelle dell’enorme nemico che combattiamo.

Qualità che chi passa la vita a prendere e a dare ordini non potrà mai capire, e che li rende, proprio per questo, vulnerabili.
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– NATO + QUEER

by anonimo SkalmaNato

by anonimo SkalmaNato

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Comunicato Assemblea Antimilitarista di Femministe e Lesbiche – No Trident Junctur

Domenica 25 ottobre 2015, a Cagliari, c’è stata una prima Assemblea Antimilitarista di Femministe e Lesbiche contro la Trident Junctur.

Percorsi, vissuti e generazioni differenti si sono incontrate: tante idee, proposte e la certezza di partecipare alla manifestazione del 3 novembre a Teulada!

Ci saremo, ognuna con i suoi desideri, modalità e pratiche. E avremo un nostro striscione di riferimento!

Aggiornamenti in corso d’opera.

Assemblea Antimilitarista di Femministe e Lesbiche

<Non possiamo permetterci di avere rimpianti! (cit.)>

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25 ottobre 2015 ASSEMBLEA DI FEMMINISTE E LESBICHE CONTRO LA TRIDENT JUNCTUR

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A Cagliari: dopo la due giorni in Magistero,

domenica mattina 25 ottobre 2015

ASSEMBLEA DI FEMMINISTE E LESBICHE CONTRO LA TRIDENT JUNCTUR

Appuntamento alle 10 alle scalinate della Facoltà di Studi Umanistici (Sa Duchessa),        da là decidiamo dove stare, in base al tempo e a quante siamo.

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insumisión

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La foto l’ho trovata tempo fa frugando in rete, non so chi siano le protagoniste e quale il contesto ma ♥ 

Mi dicono a proposito della foto in questione che é stata scattata durante la “manifestazione anti-austerity (nello specifico, contro Monti) a Montecitorio del 14/12/2012”!

 

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Otto ragioni per le quali l’Antimilitarismo ha bisogno del Queer

 

Antimilitarismo & Queer

“Mamma, Papà – ho una cosa terribile da dirvi: sono gay.”

1) Il militarismo non è solamente una guerra, un esercito o un aereo da combattimento. Il militarismo è un sistema, una logica e un insieme di regole che perpetua e ricrea la nostra società e la nostra vita quotidiana. L’analisi queer del potere è uno strumento politico che ci può aiutare a sfidare queste regole. La liberazione queer non si occupa dell’uguaglianza dentro un sistema patriarcale e militarista, ma piuttosto di andare più in là della politica di inclusione e di creare una futura società che sia giusta, che non si dedichi semplicemente a ricreare dei sistemi di potere anche se chiamati in modo diverso. Continue reading

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Un’analisi femminista sull’obiezione di coscienza in Turchia di Hilal Demir

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Articolo originale dell’8 luglio 2011 al link: http://www.wri-irg.org/es/node/13316  di Hilal Demir, Internacional de Resistentes a la Guerra.

L’immagine che ho usato mi piace un sacco ma non so di chi sia, l’ho trovata qua: http://radioblackout.org/2014/05/caselle-t-se-spezziamo-le-ali-alla-guerra-due-giornate-contro-il-militarismo/

Ringrazio Maria Grazia e Viola per la traduzione e la revisione dal castigliano all’italiano.

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Perché noi, le donne, ci dichiariamo obiettrici di coscienza in Turchia quando non dobbiamo fare il servizio militare? Desidero affrontare alcuni dei problemi e dinamiche della obiezione di coscienza, avvalorare le dichiarazioni pubbliche che noi obiettrici facemmo e commentare i dibattiti che si generarono.

Considero che collocandosi in una cultura patriarcale, i movimenti di opposizione, incluso quello femminista, corrono sempre il rischio di mascolinizzarsi. Tale rischio è talmente forte che questa mascolinizzazione può snaturare e indebolire la maggior parte dei movimenti.

A mio avviso, ignorare l’analisi femminista in un movimento che lotta contro il patriarcato e le sue operazioni condanna (questo) processo al fallimento. In un movimento come quello antimilitarista, la lotta contro il machismo dovrebbe essere uno dei temi fondamentali dell’agenda. Per di più, se non facciamo costante esercizio di autocritica, i meccanismi insidiosi del sistema patriarcale si infiltreranno nel movimento e lo banalizzeranno. Continue reading

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Appello per una partecipazione femminista e lesbica, gay, trans, queer alle iniziative antimilitariste contro la Trident Junctur

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“In quanto mestiza, non ho paese, la mia patria mi ha esclusa; eppure tutti i paesi mi appartengono, perché di ogni donna sono la sorella o l’amante potenziale (in quanto lesbica non ho razza, il mio stesso popolo non mi riconosce; ma sono tutte le razze, perché in ogni razza c’è il diverso in me). Sono senza cultura perché, in quanto femminista, sfido le credenze collettive cultural/religiose di orginine maschile tanto degli indo-ispanici quanto degli anglos; eppure sono piena di cultura perché partecipo alla creazione di una cultura ulteriore, di una nuova storia del mondo e della nostra presenza in esso, di un nuovo sistema di valori le cui immagini e simboli ci connettono le une alle altre ed al pianeta. Soy un amasamiento, sono l’atto di impastare, di unire e di mettere insieme, da cui ha preso forma una creatura che appartiene sia al buio, sia alla luce, ma anche una creatura che mette in discussione la definizione di luce e di buio e ne cambia il significato.”

 La conciencia de la mestiza – Gloria Anzaldua

Referenti – A chi è indirizzata questa lettera:

Scrivo questa lettera rivolgendomi alle sorelle e alle amanti, alle femministe, alle lesbiche e alle altre donne, a gay, trans, queer e favolosità di ogni sorta; mi rivolgo in primis a chi popola quest’Isola, e lascio che la mia voce vada oltre, perché le questioni di cui vi scrivo ci riguardano tutte e tutti. (Userò il femminile politico, sentitevi inclusi).                                

La mia vorrebbe essere una chiamata alla partecipazione individuale e collettiva per la costruzione di teorie e pratiche antimilitariste condivise, cosa che sento in questo momento ancora più urgente del solito visto che siamo in piena Trident e, se il Sud Europa ne è interessato tutto, la nostra Isola, la Sardegna, ne è il teatro concreto di esercitazione. Continue reading

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